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  • Vifani's upgrade

    In questo periodo sto approfondendo un po alcune tematiche legate a AJAX.NET per, successivamente, provvedere ad aggiornare questo mio blog.

    Come qualcuno che mi segue da un po di tempo ricorderà, l'attuale versione del blog non è altro che una banale conversione in ASP.NET di un mio precedente sito scritto in PHP. La conversione fatta è puramente sintattica e poco e niente delle capacità della piattaforma web Microsoft è stato sfruttato.

    Una revisione tecnica e stilistica è, pertanto, in fase di analisi. Non è mia intenzione cimentarmi nell'uso di Flash, Flex o Silverlight. Del resto la mia vocazione informatica è sempre stata più di natura tecnica, che non artistica. Tuttavia ho intenzione di introdurre alcune piccole animazioni che è possibile realizzare con grande semplicità usando AJAX.NET, al fine di rendere una serie di operazioni più fluide e visivamente appaganti. Niente di eccessivamente appariscente, quindi, anche perché non è nel mio stile produrre effetti martellanti e pacchiani, se non altro per evitare di causare un attacco epilettico ai miei lettori.

    In attesa di effettuare questo upgrade, ho aggiornato la sezione curriculum del sito con le novità legate alla mia carriera professionale.

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  • 14 Aprile 2008: ancora una volta si cambia

    In un periodo come quello durante il quale sto scrivendo oggi, il titolo del blog potrebbe sembrare essere riferito alla situazione politica del nostro Paese. Molte sono le parole che si potrebbero spendere in proposito, ma sfortunatamente per chi non vede l'ora di addentrarsi in un sanguinolento confronto politico, il mio blog è oggi riferito a me stesso e non all'Italia.

    Probabilmente qualcuno dei pochi che leggono questo blog conosce già a cosa mi riferisco: cambio lavoro.

    Non è la prima volta che faccio un simile passo. Già in passato, per la precisione 9 mesi fa, presi la stessa decisione abbandonando la via del consulente informatico. Qualcuno potrebbe pensare che da quando ho iniziato la mia esperienza professionale stia spiccando in me una sorta di fugacità lavorativa, cioè la volontà di cambiare spesso il mio lavoro. In realtà mi permetto di affermare che non sono io ad essere "voglioso di cambiare", ma è il mercato del lavoro stesso che impone un comportamento simile se si ha voglia di progredire velocemente in termini contrattuali e professionali.

    Mi sono reso conto, infatti, che, almeno nella nostra generazione, sarà molto difficile che un impiegato inizi un lavoro e permanga nella stessa azienda per 30-40 anni come hanno fatto i nostri padri e nonni. La liberalizzazione del mercato del lavoro e la sua globalizzazione, l'introduzione dei contratti flessibili (o precari che dir si voglia), porta a mio avviso ad un comportamento in cui io stesso mi riconosco: la continua ricerca di una posizione professionale e contrattuale migliorativa. Non che questo non possa accadere anche a persone che hanno un contratto a tempo indeterminato, ma ritengo che dal punto di vista psicologico queste ultime siano meno spinte e motivate nel cercare qualcosa di meglio, anche perché cambiare lavoro comporta molti aspetti impegnativi: rimettersi in discussione, riguadagnarsi la fiducia e la stima dei propri superiori, ritrovarsi in un ambiente nuovo, colleghi diversi, ecc...

    A tutto questo aggiungo alcuni personalissimi fattori umani: la mia ambizione e determinazione e la mia volontà di ricercare sfide nuove e di conoscere le tecnologie informatiche all'avanguardia.

    Non è stata una scelta facile: l'11 Aprile lascio un gruppo di lavoro eccezionale dal quale ho imparato moltissimo e nel quale ho sempre trovato un ambiente di lavoro sereno e divertente. Nella speranza di ritrovarmi in un contesto altrettanto piacevole, inizio questa mia nuova avventura.

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  • Upgrade alla mia 147

    Anche se dall'ultimo mio intervento sul blog moltissime esperienze hanno attraversato la mia esistenza, ho deciso oggi di puntare su un argomento leggero, rimandando alla prossima occasione il racconto dei ben più seriosi fatti accaduti.

    Eccomi, quindi, pronto a raccontarvi un'altra mia piccola gioia e, come spesso accade quando si tratta di gioie nella mia vita, devo ringraziare la mia piccola e dolce Terry perché ciò sia accaduto.

    Dovete sapere, infatti, che il 18° giorno di questo mese è il mio compleanno e per questa occasione la mia Terry ha deciso di regalarmi un piccolo upgrade alla mia Alfa Romeo 147: sensori di parcheggio e fari allo xeno.

    La prima scelta è dovuta alla necessità di ovviare ad una caratteristica della mia auto che, avendo il lunotto posteriore piccolo e piuttosto alto, ha una visibilità al posteriore piuttosto scarsa, soprattutto in fase di parcheggio. Avevo già visto i sensori all'opera sulla Laguna di mio padre e pertanto prima di prendere questa decisione avevo saggiato la loro validità.

    I secondi ai più potranno sembrare un fatto puramente estetico, ma chi mi conosce sa bene che non baso mai le mie scelte su fattori di questo tipo. L'essere "cool" non ha mai fatto parte del mio modo d'essere e in tal caso, quindi, consideriamolo semplicemente come un piacevole effetto collaterale. Le vere motivazioni che mi hanno spinto a scegliere i fari allo xeno sono due: il basso costo alla quale la mia ragazza li ha trovati (ricordate? il padre ha una concessionaria Peugeot) e l'ottimo incremento di visibilità che comportano, provare per credere.

    Una curiosità: i fari allo xeno hanno una luce dalla gradazione di colore più bianca e fredda rispetto alle lampadine ad incandescenza. Nelle due foto che ho pubblicato notate come a seconda dell'esposizione dell'obiettivo della macchina fotografica si ottiene un effetto bianco o azzurrastro.

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