• Raffaele Fanizzi su LinkedIn

Blog

  • Auguri a tutti!

    Questo mese di Dicembre è stato indubbiamente uno dei più vari ed interessanti degli ultimi tempi.

    Innanzitutto il weekend del 1 Dicembre sono andato a Roma, insieme ai miei fidi amici Vito e Paco. Ufficiamente questo piccolo viaggio è stato intrapreso per partecipare al Javaday di Roma, un evento del Politecnico di Roma, dedicato ad approfondire buona parte delle sfaccettature di questo interessante linguaggio di programmazione. In realtà esistevano anche altre motivazioni che mi hanno portato a partecipare: trascorrere un weekend diverso, ri-visitare Roma in tutta la sua magnificenza e passare un po di tempo con mia sorella.

    E' stato anche il mese della mia prima trasferta di lavoro da quando sono tra le fila della Mermec. Dal 10 al 14, infatti, sono andato a Berna, in Svizzera, per lavorare sui sistemi software del treno diagnostico che l'azienda per cui lavoro ha venduto ad SBB, le ferrovie svizzere. Non ero mai stato in Svizzera e, dopo averla visitata, posso dire di esserne rimasto favorevolmente impressionato. La gente è educata, cordiale e precisa e quando si trascorre un po di tempo lì si ha l'impressione che le cose funzionino bene, così come dovrebbero essere. Un quadro decisamente diverso dal disastroso quadretto politico che la nostra bella Italia ci propina ogni giorno. Una curiosità: il viaggio a Berna ha avuto come tappa intermedia Milano. Ritornando in quella città dove ho passato 7 mesi nell'ultimo anno, una ondata di ricordi mi ha attraversato e, sorprendendo me stesso, tali ricordi non mi hanno suscitato negatività, ma, al contrario, quasi nostalgia. Un'altra dimostrazione di come la maggioranza delle esperienze nella vita, per quanto possano essere vissute negativamente, rappresentano comunque una crescita positiva per una persona.

    Parliamo adesso del Natale. Ieri discutevo con la mia dolcissima Teresa di quanto questa festa sia diventata sinonimo di consumismo. Chiaramente non è il primo anno che tale sensazione di manifesta e, anzi, si può dire ormai che una simile osservazione sia una banalità. Io continuo, tuttavia, a difendere questa ricorrenza in quanto ritengo che gli aspetti positivi che la circondano siano di gran lunga superiori a quelli negativi. Non mi riferisco all'ambito religioso, ma al fatto che probabilmente questo è uno dei pochissimi periodi dell'anno in cui le persone pensano agli altri e non solo a se stessi. Anche il solo pensiero dei regali da comprare ai propri cari è un aspetto molto positivo che si aggiunge ad altri momenti, quali lo scambio degli auguri ed i ritrovi con la famiglia.

    Non posso, quindi, che cogliere l'occasione per fare i miei auguri a tutti voi.

    Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

    altro

  • Il fantastico mondo di AJAX.NET

    Nonostante il tempo da dedicare a progetti extra professionali che abbiano a che fare con l'informatica sia molto ridotto, in questo periodo ho ritagliato parte di questo tempo per fare un po' di auto-formazione nel campo della programmazione web.

    Avendo preso l'incarico di realizzare il sito della concessionaria appartenente alla famiglia della mia ragazza, ho deciso di approfondire maggiormente la mia conoscenza di ASP.NET e, in particolare, ho dato un'occhiata al framework chiamato AJAX.NET, sviluppato sempre da Microsoft.

    Devo dire di essere rimasto piacevolmente sorpreso dalla potenza degli strumenti messi a disposizione da AJAX.NET. E' incredibile vedere come sia possibile effettuare tantissime operazioni che prima richiedevano il PostBack o la programmazione Javascript, in maniera del tutto trasparente: si programma ASP.NET come si è sempre fatto, ma se l'evento che si programma parte da un controllo presente in un UpdatePanel (un controllo AJAX.NET), il tutto viene eseguito senza PostBack.

    Ho discusso con il grande Mario Scalas delle potenzialità di tale framework ed alla fine ci risulta evidente che per lo più si tratta di una menata, nel senso che funzionalmente parlando facciamo fatica ad identificare operazioni che richiedono necessariamente la gestione client-side degli eventi. Il più delle volte, infatti, si tratta di una scelta il cui scopo è quello di migliorare l'esperienza a livello di presentazione del sito/applicazione web e non legata al suo funzionamento.

    Indubbiamente però si tratta di un importante passo in avanti la cui evoluzione porterà alla nascita di una nuova generazione di applicazioni totalmente web-based. Del resto basta dare un'occhiata a Google Docs o ad Office Online di Microsoft per rendersi conto che tra non molto tempo il concetto di "programma installato sul proprio personal computer" sarà soppiantato da applicazioni e documenti la cui fruibilità si astrae totalmente dalla macchina fisica.

    altro

  • La vita del consulente informatico

    Prima che i ricordi comincino a sbiadire ho deciso di raccontarvi la mia breve, ma sicuramente intensa esperienza da consulente informatico o, meglio, "Consulente Analista Programmatore SAP".

    Ad Ottobre dell'anno scorso mi sono laureato, ma due settimane prima di raggiungere questo importante traguardo avevo già trovato il suddetto lavoro. Per chi non lo sapesse un consulente è una persona dotata di un determinato know-how utile ad alcune aziende o pubbliche amministrazioni (i clienti) e, per questo motivo, si ritrova catapultato a stretto contatto con queste realtà. Molto spesso la consulenza viene effettuata direttamente presso la sede del cliente e si lavora direttamente con i dipendenti dell'azienda stessa.

    Ebbene dopo il periodo formativo trascorso a Molfetta in un'aria che era ancora molto universitaria (in fin dei conti seguivo delle lezioni a tutti gli effetti), il mio superiore mi chiama e mi assegna presso un cliente a Milano. Raccontata così sembra un'esperienza molto interessante, senza neanche troppi lati negativi, ma ahimé non è così. Dal punto di vista professionale hai l'opportunità di mostrarti agli occhi di grosse aziende internazionali, ma vorrei concentrarmi sul lato umano e cioé sulla vita che comporta fare questo genere di lavoro.

    La mia azienda invia le persone in trasferta inizialmente rimborsando l'albergo per ogni giorno lavorativo e pagando il viaggio di rientro in treno per il weekend. Ora, il problema è che questo significa dover, ogni settimana, fare Milano-Bari andata e ritorno il venerdì sera e la domenica sera. Quindi essenzialmente in una settimana io dormivo 4 notti in albergo, 2 notti in treno ed una notte a casa mia.

    Questa storia va avanti fino a quando non ti trovi una stanza dove stare in affitto (un mesetto nel mio caso) momento nel quale viene pagata la trasferta come forfait per ogni giorno lavorativo e due rientri al mese. Benissimo si potrebbe pensare, ci si trasferisce in questa stanza e si vive lì. Eh no invece perché c'è il trucco. In quanto consulente io ero essenzialmente un "informatico in affitto", il che significava non avere alcuna visibilità sulla propria permanenza presso un cliente. In parole povere non si sa quanto tempo si rimane in uno stesso posto e ci si può ritrovare dal venerdì al lunedì in una città differente. Questo costringe chiaramente al non potersi portare in trasferta niente più di quello che è trasportabile in una valigia.

    Inutile dire che tale situazione si traduce in una certa difficoltà nel potersi stabilizzare e creare una vita ovunque si venga trasferiti.

    Aggiungo a queste considerazioni anche un'osservazione sul tipo di lavoro che svolgevo. La consulenza, con i suoi elevati costi, è basata sul fatto che il cliente è ignorante, cioè non conosce le tecnologie per fare ciò che richiede (altrimenti se le farebbe in casa) e poiché quasi sempre le commesse sono pagate in termini di giorni/uomo, più tempo si impiega a fare una cosa, più la mia azienda ci guadagna. Questo giro di parole per dire, essenzialmente, che spesso ci si ritrova nella antipatica situazione di dover sovrastimare enormemente il lavoro da svolgere, con la conseguenza che, almeno nel mio caso, inevitabilmente ci si annoia. Giusto per fare un esempio: per aggiungere una colonna ad una tabella in SAP, lavoro che si fa in 5 minuti, venivano stimati 2-3 giorni. Immagino che molti penseranno "di cosa ti lamenti? lavoravi poco e ti pagavano pure la trasferta", ma io non la penso così. Sono uscito dall'Università con tanta voglia di fare, di lavorare, e nella situazione in cui ero questa scintilla si stava spegnendo. Probabilmente arriverà il momento in cui la voglia di lavorare sprofonderà, ma penso che in questo momento sia meglio battere il ferro finché è caldo.

    In ogni caso anche questa esperienza, come tutte nella vita, è stata molto importante perché mi ha permesso di conoscere tecnologie nuove (SAP è proprio un mondo a parte), persone eccezionali (colgo l'occasione di salutare Domenico Petronella e Giovanni Angerame se mai leggeranno questo blog) e anche po meglio me stesso.

    altro