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Archivi / 2009
  • WPC Techdays 2009 e MCPD ASP.NET 3.5

    Sono un paio di mesi che non mi faccio vivo nel blog. E' un periodo ricco di impegni che purtroppo mi sta facendo dedicare poco tempo a tutto ciò che normalmente faccio del tempo libero, tra cui mantenere attivo questo blog.

    Visto che ho introdotto questo post in questo modo, vi racconterò cosa mi ha tenuto occupato nel mese di Novembre fino ad oggi.

    Il primo grande impegno è stato il WPC Techdays 2009 che, per chi non lo sapesse, è il più importante evento che tiene Microsoft in Italia destinato agli sviluppatori software e ai professionisti IT. Ben sei sale ognuna delle quali teneva ogni ora una sessione tecnica, il tutto spalmato in tre giorni (24-25-26 Novembre) e dalle 8 alle 10 ore al giorno. E' stato un full immersion molto intensivo che tra l'altro quest'anno ha assunto particolare importanza e rilevanza visto che a Marzo del 2009 verrà introdotto il .NET Framework 4.0 e tutti i relativi strumenti di sviluppo a corredo.

    WPC Techdays 2009

    In questa occasione, inoltre, ho avuto modo di provare Surface, il software sviluppato da Microsoft che, in abbinamento ad un particolare hardware sotto forma di tavolo, consente di accedere ad una serie di contenuti multimediali ed interattivi completamente usando un'interfaccia touchscreen. L'impressione che ho avuto è che il sistema trasmetta un'ottima sensibilità al tocco (in realtà non ha una superficia touchscreen ma usa un sistema di telecamere per capire la posizione delle dita) e che applicazioni pratiche e diffuse di questo tipo di tecnologia siano dietro le porte.

    L'ultima fatica che tanto tempo mi ha rubato è stato l'esame Microsoft 70-564. Con questo esame, dedicato a chi vuole approfondire la programmazione su ASP.NET 3.5 a più alto livello, cioè dedicandosi più alle scelte architetturali che al semplice codice, sono diventato Microsoft Certified Professional Developer. Si tratta di un traguardo importante perché è il primo percorso di certificazioni Microsoft, quello dedicato alle tecnologie web, che completo. In attesa di decidere quando iniziare con il prossimo percorso, mi prendo il mio meritato riposo durante queste vacanze natalizie dove mi dedicherò esclusivamente al gioco su PC

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  • Le mie vacanze estive 2009

    Forse è un po troppo tardi per parlare delle vacanze estive visto il mese in cui ci troviamo, ma nonostante tutto mi fa piacere condividere le mie esperienze con i fedelissimi visitatori di questo blog.

    Quest'anno io e la mia dolcissima Teresa abbiamo deciso di trascorrere una vacanza in cui io e lei siamo gli unici protagonisti. L'anno scorso, infatti, ci siamo cimentati in una nuova esperienza andando in vacanza in Croazia in camper con una coppia di amici e benché il tutto sia stato molto divertente, in questa occasione volevamo tornare alla nostra intimità.

    Meta del nostro viaggio è stata la Calabria, una regione che conoscevo molto poco in quanto, a parte qualche passaggio nel corso dei viaggi che ho fatto in Sicilia, non avevo mai avuto modo e tempo di visitarla.

    In particolare abbiamo soggiornato a Tropea, uno dei paesi della Calabria più famosi al mondo per la sua celebre cipolla rossa.

    Tropea è un paese arroccato su una collina a strapiombo sul mare e la sua spiaggia più importante si trova proprio all'ombra di questa collina. La sabbia è composta da ciotoli molto piccoli e coloratissimi, grazie ai quali l'acqua risulta essere sempre limpidissima come quella di una piscina.

    Come molti di voi sapranno la Calabria, tra le sue leccornie, annovera il tartufo di Pizzo, che è essenzialmente la versione originale ed artifigianale del tartufo nero che troviamo in qualsiasi bar, pizzeria, ristorante d'Italia. Essendo Teresa molto ghiotta di dolci e, in particolare, di cioccolato, vi lascio immaginare la cura di tartufo che abbiamo fatto: ogni sera ne mangiavamo uno e, in alcuni casi, anche più di uno. Naturalmente per adempiere al meglio al compito di mangiare i migliori tartufi della zona, più di una volta siamo andati direttamente a Pizzo, che si trova a circa 20 km da Tropea.

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  • Ottimizzare Windows Vista e Windows 7

    A causa di molteplici ed insistenti richieste sull'argomento, eccomi oggi qui a raccontarvi come ottimizzare molto rapidamente Windows Vista e Windows 7.

    Da informatico ed analizzatore critico dei problemi quale ritengo di essere, fin dalla sua introduzione mi è sembrato doveroso tentare di capire perché Windows Vista al primo impatto risulta essere così dannatamente lento rispetto a Windows XP. Chiaramente l'utilizzatore comune non si pone mai domande di questo tipo e, probabilmente, ha ragione a non farlo visto che il suo obiettivo è quello di usare il sistema, non di ottimizzarlo. Tuttavia, ciò che non si è mai capito di Windows Vista è che, rispetto a Windows XP, di default ha una serie di servizi attivi aggiuntivi che necessariamente hanno un loro impatto sulle performance del sistema e che, di fatto, rappresentano l'unica reale motivazione alla lentezza del sistema stesso. Per farla breve: Windows Vista è più lento di Windows XP banalmente perché offre maggiori funzionalità. Che poi tali funzionalità siano o meno utili e siano state abilitate di default più o meno sapientemente da Microsoft, beh questo probabilmente è l'unico reale motivo di disappunto che si può argomentare nei confronti di Windows Vista.

    Quando si decide di valutare il passaggio ai nuovi sistemi operativi Microsoft, quindi, il mio consiglio è quello di disabilitare eventualmente i servizi che si ritengono superflui e non utili, ripristinando magari una situazione analoga a quella che si aveva con Windows XP, sfruttando, tuttavia, gli innegabili ed oggettivi miglioramenti che, Windows Vista prima e Windows 7 ora, apportano a molteplici altri aspetti del sistema operativo: una rinnovata gestione della memoria fatta per sfruttare correttamente gli elevati quantitativi di RAM per i quali Windows XP non è mai stato progettato, l'interfaccia grafica finalmente elaborata in hardware sfruttando l'accelerazione vettoriale messa a disposizione da qualunque scheda video degli ultimi 5 anni, il supporto alle imminenti tecnologie di storage basate su hard disk SSD e i notevoli miglioramenti effettuati sul fronte della sicurezza che hanno consento a Windows Vista di non soffrire degli innumerevoli voragini a cui Windows XP ci ha abituato nel corso della sua fin troppo lunga vita.

    In particolare vorrei porre l'attenzione sui seguenti servizi disponibili in Windows Vista e Windows 7 e che potrebbero far risultare il proprio sistema più lento rispetto a quanto visto con Windows XP:

    • Superfetch: questo servizio introdotto con Windows Vista (in italiano si chiama Ottimizzazione avvio), ha il compito di analizzare l'uso che un utente effettua del personal computer allo scopo di velocizzare il caricamento delle applicazioni più frequentemente utilizzate. Si tratta di una funzionalità interessante che tiene in considerazione diverse informazioni temporali: le applicazioni più usate all'avvio del PC, ad un determinato orario della giornata, in determinati giorni della settimana, ecc... La velocizzazione dell'avvio delle applicazioni avviene mediante pre-caricamento delle applicazioni stesse all'interno della memoria. Questo comporta essenzialmente due conseguenze: innanzitutto la memoria RAM che nel task manager leggete sotto la voce "free/libera" diminuirà anche se quelle applicazioni non sono in esecuzione; inoltre si può notare che, specie all'avvio del computer, l'attività dell'hard disk è più intensa perché non solo Windows deve caricare tutto ciò che normalmente viene letto in questa fase, ma a questo vanno sommate anche tutte le applicazioni precaricate dal Superfetch. Considerando che le applicazioni precaricate hanno una bassa priorità all'interno della memoria e, pertanto, nel caso in cui la memoria libera non dovesse essere sufficiente (ad esempio perché state avviando Crysis) Windows provvederà a scaricare quanto precaricato dal Superfetch, il mio consiglio in merito a questo servizio è il seguente: se siete i tipi che la mattina accendete il PC e vi andate a prendere il caffè, potete tranquillamente mantenere attivo il Superfetch. Se, invece, avete necessità di avere un PC subito reattivo all'avvio e magari non fate uso sempre delle stesse applicazioni, allora potete disabilitare il Superfetch per ridurre sensibilmente l'attività dell'hard disk all'avvio. Per disabilitare il superfetch è necessario disabilitare il servizio "Superfetch" ("Ottimizzazione avvio" nella versione italiana).
       
    • Windows Defender: si tratta dell'antispyware di Microsoft che è stato introdotto nel 2006 e, pertanto, non è preinstallato di default con Windows XP, mentre sia Windows Vista che Windows 7 lo possiedono tra le applicazioni attive all'avvio del sistema. Il Defender agisce in due modi: ha una scansione residente sempre attiva che, pertanto, rallenta tutte le più comuni operazioni di lettura/scrittura dei file sul disco come farebbe un qualsiasi antivirus. Inoltre di default ha schedulato una scansione completa del sistema con cadenza quotidiana (se non erro, ma potrebbe essere anche settimanale), con tutto ciò che ne deriva. Poiché si tratta solo di un antispyware e non di un antivirus, succede spesso che venga affiancato da un antivirus ottenendo l'eccezionale risultato di avere ben due servizi che spulciano i nostri file in lettura e scrittura dal disco. Considerando che spesso gli antivirus, anche gratuiti, hanno già integrate funzionalità di antispyware e che Windows Vista e Windows 7 sono intrinsecamente molto più sicuri grazie all'UAC (a proposito, non vi azzardate a disattivarlo), il mio consiglio è quello di disattivarlo completamente sia tra le applicazioni all'avvio, che tra i servizi automatici.
       
    • System Restore: questa funzionalità è già presente in Windows XP e consiste essenzialmente nel sistema di backup automatico del sistema operativo. Windows in occasione di determinati eventi (ad esempio l'installazione di un'applicazione), crea un punto di ripristino, cioè uno screenshot del sistema nello stato in cui si trova. Tale punto di ripristino può essere successivamente utilizzato per ripristinare lo stato del sistema nel caso in cui qualcosa non vada a buon fine durante l'installazione di programmi e driver. Questo stesso servizio, inoltre, è utilizzato da un altro servizio chiamato Volume Shadow Copy che effettua una copia di ogni file che si trova sul proprio computer, copia che in futuro potrà essere ripristinata (vitale se si cancella un documento per errore ad esempio). Si tratta di funzionalità decisamente utili che, tuttavia, tenendo traccia di tutti i file e effettuando backup, comportano inevitabilmente un appesantimento di tutte le operazioni verso il file system ed è proprio per questo motivo che spesso in Windows XP il System Restore viene disattivato. In definitiva, se lo tenevate disattivato in Windows XP, potete tranquillamente disattivarlo anche in Windows Vista e Windows 7 e vedrete letteralmente rinascere il vostro computer. Naturalmente, nel caso in cui avreste dovuto attingere da queste funzionalità, casi che il più delle volte sono critici (eliminazione accidentale di documenti importanti, impossibilità di avviare Windows a seguito di smanettamenti nel registro di configurazione o dell'installazione di driver bacati, ecc...), non potrete fare altro che prendervela con voi stessi.
       
    • Windows Update: il sistema di aggiornamento di Windows era già presente in Windows XP e, in particolare, lo è diventato sempre di più a seguito del Service Pack 2. Tuttavia spesso nelle installazioni di Windows XP questa funzionalità viene disattivata. In Windows Vista e Windows 7, gli aggiornamenti automatici sono maggiormente integrati all'interno del sistema operativo e funzionano anche molto meglio rispetto a Windows XP (c'è un maggior numero di driver disponibili per le periferiche). Purtroppo questa funzionalità, specie ad installazione fresca del sistema operativo, si concretizza in un fastidioso processo denominato TrustedInstaller che si spulcia tutti i moduli del sistema operativo allo scopo di ricercarne aggiornamenti, occupando il 100% di un core del vostro processore. Il mio consiglio personale è di avere pazienza e fargli fare questa operazione. Normalmente la prima volta che esegue tale scansione potrebbe impiegarci diversi minuti, mentre in seguito la sua presenza non sarà più avvertibile. Alternativamente potete disattivare in Windows Update gli aggiornamenti automatici e provvedere manualmente a lanciare una verifica degli aggiornamenti disponibili quando lo riterrete più opportuno.
       
    • Windows Search: una delle più interessanti e, a mio modesto parere, utili funzionalità introdotte da Windows Vista e presente anche in Windows 7 è Windows Search (tradotto in italiano con un fantastico "Ricera di Windows"). L'obiettivo di questo servizio è quello di indicizzare i file, i collegamenti e tutto ciò che può essere trovato sul vostro file system allo scopo di velocizzarne notevolmente la ricerca. Sia Windows Vista che Windows 7, infatti, hanno sempre presente in alto a destra il campo di ricerca, esattamente come la maggioranza dei browser, e sfruttano tale indicizzazione per eseguire una ricerca fulminea all'interno del sistema di ciò che desiderate. Il tutto si concretizza in un continuo frullare del vostro hard disk, specie se, ad esempio, appena formattato, riallacciate alla cartella "Musica", il vostro archivio musicale magari presente su un hard disk secondario. Windows Search è stato introdotto in Windows XP solo successivamente come aggiornamento ed è molto frequente che tale aggiornamento non venga effettuato anche perché l'integrazione, e quindi l'utilità, con il vecchio OS Microsoft è molto più scarna rispetto a quanto fatto con Windows Vista e Windows 7. E' da sottolineare che l'operazione di indicizzazione viene normalmente effettuata attraverso un accesso a bassa priorità al disco e questo garantisce la normale esecuzione delle applicazioni senza una perdita apprezzabile delle performance. Tuttavia può essere comunque fastidioso sentire il proprio hard disk trottare senza un apparente motivo. Esistono due possibili soluzioni a questo problema: configurare l'indicizzazione in maniera che venga eseguita solo su determinate cartelle, riducendo quindi la sua attività ai soli casi in cui le ricerche vengono effettuate spesso, oppure disattivare il servizio tra quelli in avvio automatico.

    Penso di aver fatto una trattazione abbastanza esaustiva delle motivazioni principali che portano Windows Vista ad essere più lento di Windows XP. Vorrei comunque sottolineare che in Windows 7 molte di queste funzionalità sono state ulteriormente ottimizzate allo scopo di intralciare e rallentare il meno possibile il normale uso del sistema operativo da parte degli utenti. Pertanto vi consiglio di valutare le performance del sistema e di disattivare solo ciò che ritenete strettamente superflo. In fin dei conti la maggioranza di queste funzionalità ha l'obiettivo di migliorare l'esperienza d'uso del personal computer.

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  • Certificazioni Microsoft

    Gli esami nella vita non finiscono mai. Chissà quante volte vi sarete sentiti dire questa frase in varie occasioni della vostra vita, a cominciare con il primo importante esame, quello di maturità, e, a seguire, in occasione degli esami universitari.

    Non starò qui banalmente a decantare la veridicità di questa frase, ma è mio obiettivo effettuare una riflessione sui molteplici significati che è possibile attribuirle. Del resto il termine "esame" può rifersi a tantissime situazioni della propria vita, e non necessariamente nell'accezione didattica del termine. Io, in particolare, ho sempre considerato questa espressione come un monito che ci impone di non abbassare mai la guardia, perché prima o poi verremo messi più volte sotto esame e non sempre è possibile/necessario/conveniente evitarlo.

    Per quanto concerne chi, come me, lavora nel campo dell'informatica, tuttavia, ritengo che questa frase più di molti altri mestieri, abbia decisamente una connotazione accademica. Rendiamoci conto, miei cari amici informatici (e mi scuso se in questa frase mi rivolgo solo a loro) che ci siamo scelti un lavoro particolarmente rognoso , perché il nostro mestiere ci obbliga non solo ad applicare ciò che conosciamo, ma a mantenerci costantemente aggiornati, attività che i non addetti ai lavori potrebbero anche considerare banale, ma vi posso assicurare che se un informatico vuole realmente conoscere i propri strumenti ed averne padronanza, deve dedicare molto tempo alla propria formazione. Non vi nascondo che questo argomento è spesso al centro di divertenti chiacchierate con amici/colleghi in cui ci si chiede se non ci converebbe cambiare lavoro, magari cimentandoci nell'attività di pizzaiolo. Senza nulla togliere al rispettabilissimo mestiere del pizzaiolo che sicuramente richiede sacrifici che non possiamo immaginare, però almeno dal punto di vista della formazione, probabilmente un pizzaiolo con 20 anni di esperienza fa la margherita da 20 anni allo stesso modo e non si è dovuto scontrare con la continua nascita ed evoluzione di mirabolanti framework e linguaggi di programmazione.

    Tuttavia io sono uno sviluppatore software e lo sono perché ho scelto di esserlo, perché mi piace ciò che faccio, ed è proprio per questo motivo che ho deciso di avviare autonomamente un percorso di formazione allo scopo di migliorare e certificare le mie conoscenze dello sviluppo basato sul .NET Framework di Microsoft. Molti del campo ritengono queste attività una perdita di tempo perché, dicono, non ti insegnano niente di nuovo, gli esami sono una buffonata in cui basta pagare, ecc... Bene, dopo averlo provato sulla mia pelle posso dire con certezza a queste persone che hanno un'idea molto distorta delle certificazioni in ambito informatico.

    Le certificazioni Microsoft e, in particolare, le certificazioni Microsoft Certified Technology Specialist richiedono il superamento di due esami. Uno è trasversale a tutti gli esami e tratta essenzialmente le basi della programmazione .NET, mentre il secondo è specifico per la certificazione che si intende conseguire.

    Io ho sostenuto il primo esame, il 70-536, a Marzo. Si tratta, come già accennato, di un esame che ha lo scopo di dare un'infarinatura generale delle potenzialità del .NET Framework e pertanto tratta di argomenti ad ampio spettro quali la programmazione object-oriented, le collezioni, la serializzazione, gli stream, il threading, la sicurezza, ecc... Non posso esimermi dal raccontarvi che nel corso del sostenimento di questo primo esame Microsoft ho nuovamente provato quelle sensazioni che più volte mi hanno accompagnato nel corso della vita universitaria. Da un lato, chiaramente, si tratta di sensazioni poco piacevoli, dall'altro tuttavia sono rimasto contento di essermi messo nuovamente alla prova.

    Gli esami si basano su domande a risposta multipla che propongono classiche situazioni di programmazione nella quale bisogna individuare l'unica soluzione corretta tra quelle disponibili. Naturalmente gli esami, così come i libri, sono completamente in lingua inglese, e questo non dovrebbe sorprendere gli addetti ai lavori.

    Nel complesso devo ammettere che gli esami non sono semplici per svariate ragioni. Innanzitutto entrano spesso nel dettaglio di funzionalità del .NET Framework che non ho mai avuto modo di utilizzare e questo ti impone di analizzare in maniera approfondita ogni singola domanda posta. Inoltre, come spesso accade con quiz di questo tipo, le risposte si assomigliano molto e non è infrequente che la differenza la facciano piccoli dettagli.

    Certificazioni Microsoft

    Grazie al superamento dell'esame 70-536 a Marzo, del 70-561 a Maggio e del 70-562 a Luglio ho conseguito le certificazioni Microsoft Certified Technology Specialist su ADO.NET 3.5 e ASP.NET 3.5.

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  • La maledizione dei social network

    E' un po' che non scrivo nel blog. La quantità di impegni che mi ha assalito in questi ultimi mesi è impressionante, ma nonostante tutto qualche piccola soddisfazione non è tardata ad arrivare, anche se ne parlerò sicuramente più approfonditamente in un'altra occasione.

    Oggi voglio discutere di uno strano fenomeno che si sta allargando a macchia d'olio di pari passo con la diffusione dei social network. Non è semplice spiegare ciò che accade con una parola e per questo ve lo spiego con un semplicissimo esempio. Andate pure su www.facebook.com, loggatevi (tanto lo so che siete registrati) e andate nella vostra home. Ci siete? Perfetto, a questo punto cosa osservate? Ve lo dico io, una quantità impressionante di messaggi lasciati da persone che si definiscono "amici" e che non fanno altro che scrivere quello che pensano in ogni momento della giornata, segnalare link, video, articoli, commentare fotografie, gusti, avviare fantastici botta e risposta. A questo punto sollevate lo sguardo e vedete sulla destra decine e decine di richieste di amicizia, inviti ad improbabili eventi, richieste di eseguire stupidissimi quiz o giochini.

    Dopo aver fatto questa cavalcata tra le pagine del Re dei social network cosa ne salta fuori? A mio avviso un panorama molto preoccupante per una serie di ragioni. Innanzitutto è pazzesco che ci sia gente che moltissime volte al giorno si prende la briga di andare su Facebook e scrivere "a cosa sta pensando". Molti potrebbero esclamare un bel "ma chissenefrega!" ed è proprio questo il punto. Questo desiderio irrefrenabile di raccontare alla più grande platea possibile cosa ti passa per la testa in ogni istante sembra una sorta di volontà di autoaffermazione, probabilmente un segno di insicurezza e di una difficoltà sociale: dietro lo schermo del tuo PC ti senti sicuro di poter raccontare tutto te stesso, ma magari al conoscente che ti sta seduto affianco non ti verrebbe mai in mente di dirgli a cosa pensi. Perché poi alla fine di questo stiamo parlando, di conoscenti e poco più. Se, infatti, eliminiamo i parenti ed i pochi amici stretti definitibili tali, con cui si intrattengono rapporti da veri amici, il resto è solo una marmaglia infinita di ex compagni di scuola/liceo/università che ormai hanno una loro vita, che difficilmente hanno pensato a te dall'ultima volta che li hai visti e che una volta ritrovati su Facebook, a parte qualche commento iniziale, servono solo ad allungare il più possibile la propria "lista degli amici". Io personalmente mi sono dato una regola: non arrivo ad ignorare tutti gli amici con cui non sono a diretto contatto quotidianamente, ma per lo meno evito di aggiungere agli amici gente che non conosco e con cui non ho mai avuto a che fare, semplicemente perché a me di sapere cosa pensano in ogni istante, di vedere le foto in cui sono taggati e di fare tutti i stramaledetti quiz e giochini che ti propongono ogni giorno non interessa proprio nulla.

    Concludo questa mia riflessione con un'osservazione che rafforza ulteriormente la mia preoccupazione: il tempo dedicato a questi social network. Se si trattasse di un semplice passatempo a cui viene dedicato qualche minuto della propria giornata non ci sarebbe nulla di male, ma quando vedi i tuoi contatti permanentemente disponibili nella chat online di Facebook, sempre pronti a taggare, commentare e discutere in qualsiasi momento della giornata allora ti chiedi: ma possibile che così tante persone non abbiano di meglio da fare che intrattenere rapporti sociali virtuali e fare stupidi quiz per buona parte del proprio tempo?

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  • Il mio nuovo Home Theater PC

    Fin dai primi tempi in cui il formato di compressione video DivX iniziò a farsi strada nel mondo dei personal computer prima, e del home video dopo, ho sempre avuto il desiderio di costruirmi un piccolo personal computer pensato, costruito ed assemblato con lo specifico scopo di riprodurre DVD, video e contenuti multimediali di ogni genere.

    Per chi non lo sapesse il DivX in quanto formato di compressione ha rappresentato una svolta notevole nel mondo della riproduzione video. Benché, infatti, fossero da tempo presenti vari codec per la compressione video, nessuno riusciva ad ottenere una qualità visiva simile a quella di un DVD occupando lo spazio di un CD. La storia del codec DivX è piuttosto articolata e non è questa la sede giusta per approfondirla (al riguardo vi rimando ad un mio interessante articolo pubblicato su Hardware Upgrade qualche anno fa), ma ciò che ci interessa conoscere in questa occasione è che consentiva di ottenere una qualità video soddisfacente riuscendo a comprimere un film su DVD di circa 1 ora e mezza, in un CD, naturalmente rinunciando all'audio in Dolby Digital che a sua volta veniva compresso in formato MP3. Nell'epoca in cui i masterizzatori DVD e i supporti vergini erano molto costosi, il DivX ha rappresentato quindi una svolta consentendo di effettuare backup di DVD in maniera economica.

    Naturalmente basandosi su un algoritmo di compressione molto complesso, il DivX è un formato che richiede una discreta potenza di calcolo sia in fase di compressione, che durante la riproduzione. Nonostante i tempi di compressione, soprattutto diversi anni fa, possano dilungarsi ben oltre la durata del video da comprimere, in fase di riproduzione è necessario avere una potenza di calcolo sufficiente ad eseguire la decompressione in tempo reale, potenza ben superiore a quella richiesta per riprodurre un film su DVD. A tal scopo il formato DivX ha rappresentato una decisa svolta perché è stato il primo codec Mpeg4 ad essere supportato dai riproduttori multimediali home, il che significa che era possibile godersi filmati compressi in questo formato comodamente attraverso il proprio lettore dvd, senza l'ausilio di un computer. Il problema principale, tuttavia, è che contrariamente alla riproduzione su PC, i lettori DVD con supporto al DivX sono soggetti a diverse limitazioni: è possibile riprodurre solo filmati che rientrano in determinati parametri di bitrate e solo con alcune funzionalità non attive (come il quarter pixel o il GMC). Morale della favola, questi lettori spesso risultano essere limitati e limitanti nella varietà di video che sono in grado di riprodurre. Per porre fine a queste limitazioni, dopo aver acquistato ben tre diversi lettori DVD/DivX , ho deciso di fare un piccolo investimento economico e mi sono costruito, con l'aiuto del caro amico Paco, il mio primo HTPC.

    Un Home Theater PC per essere definito tale deve avere una potenza di calcolo adeguata al target di riproduzione che ci si pone, deve essere di dimensioni compatte, deve essere silenzioso e, possibilmente, i consumi dovrebbero attestarsi su valori contenuti (40-50W, contro i 200-250W di un classico PC). E' molto difficile riuscire a rientrare in questi requisiti, ma fortunatamente già da qualche mese Intel ha presentato e commercializzato un processore che fa proprio al caso mio: l'Atom. I processori Atom sono processori x86 la cui architettura è notevolmente semplificata rispetto ai processori Core che possiamo trovare nei PC, e che, al contrario di questi ultimi, può vantare consumi particolarmente ridotti. La versione da me scelta è l'Atom 330 dual core che ha un TDP pari a 8 W (contro i 65-95-125 W dei più diffusi processori per desktop).

    L'Atom non si vende singolarmente, ma solo integrato in schede madri mini-ITX. Io ho acquistato la scheda madre Intel D945GCLF2 (Little Falls 2), caratterizzata da un consumo complessivo (CPU + chipset) pari a circa 25 W. Purtroppo il chipset e, in particolare, la grafica integrata, è particolarmente obsoleta, ma considerando che non ho televisori HD Ready o Full HD, ho dimensionato il mio sistema in maniera da riprodurre adeguatamente filmati fino ad una risoluzione di 720p in formato H264. Il case scelto è il mini tower NILOX MI100, dalle dimensioni compatte, che supporta solo schede madri mini-ITX ed è completo di un alimentatore ATX da 300 W. Per quanto concerne l'hard disk la scelta è ricaduta su un Western Digital Caviar Green SATA, caratterizzato da consumi ridotti e da una rumorosità praticamente nulla.

    Per abbattere la rumorosità prodotta dalla ventola dell'alimentatore io e Paco abbiamo dirottato la sua alimentazione spostandola dall'alimentatore stesso, allo specifico connettore che sta sulla scheda madre. Poiché è possibile regolare la velocità delle ventola dal BIOS, questa soluzione mi ha permesso di dimezzare il voltaggio della ventola, riducendone la velocità e, conseguentemente, la rumorosità. Naturalmente questa operazione potrebbe sembrare azzardata, ma considerando che il carico di lavoro per l'alimentatore sarà sempre ben al di sotto delle sue possibilità, non penso che ci saranno particolari problemi. Un altro ostacolo al raggiungimento dell'obiettivo della silenziosità assoluta era rappresentato dalla ventolina che raffreddava il dissipatore del chipset della scheda madre. Come potete vedere nella fotografia di seguito, questo problema è stato risolto sostituendo la ventolina e relativo dissipatore, con un dissipatore passivo della Zalman specifico per chipset.

    Un Home Theater PC non può definirsi tale se non ha un telecomando e questo semplice requisito posso assicurarvi che è più semplice pensarlo che attuarlo. Le difficoltà principali sono due: la scarsa reperibilità di telecomandi con ricevitori infrarossi sul mercato (di solito sono venduti in abbinamento a schede TV e non singolarmente) e l'integrazione del ricevitore infrarosso all'interno del case. Quest'ultimo punto, in particolare, ha fatto sudare letteralmente quattro camicie a me e al caro Paco. Una volta trovato il telecomando compatibile con Media Center (ho preso un Trust RC2400), integrare il suo ricevitore IR USB con il case è stato molto complicato. Poiché dovevamo portare il led ricevitore in una posizione frontale del case visibile all'esterno, l'idea di base è stata quella di aprire il ricevitore IT, dissaldare il LED IR, collegare ai suoi tre piedini tre cavetti in rame come prolunga e posizionarlo frontalmente in corrispondenza del led dell'hard disk. Purtroppo a causa della nostra scarsa esperienza, dissaldando il led dalla basetta del ricevitore, abbiamo staccato uno dei suoi piedini dall'interno del LED stesso. Morale della favola: abbiamo danneggiato irreparabilmente quel LED ricevitore. Per riparare il tutto abbiamo dovuto carognare uno dei lettori DVD/DivX dismessi, dissaldando il suo LED ricevitore, operazione eseguita con molto scetticismo (non eravamo sicuri che fossero dello stesso tipo), ma che fortunatamente ha portato al ripristino del ricevitore stesso ed al completamento del lavoro.

    La foto sopra mostra la totalità dei cavi prolunga USB necessari per portare il ricevitore IR USB nella parte frontale del case, insieme alla scheda di rete wireless, anch'essa USB. Come potete vedere la situazione è piuttosto affollata, ma purtroppo questo è lo scotto da pagare se si vuole un case dalle dimensioni compatte.

    Quest'ultima foto immortala il frontale del piccolo case. E' interessante notare che questo case, contrariamente a quasi tutti quelli delle medesime dimensioni, non richiede necessariamente l'adozione di un lettore ottico slim, ma è sufficiente un comunissimo lettore DVD. Nel complesso mi ritengo molto soddisfatto del lavoro eseguito: l'HTPC ha un aspetto gradevole, è molto silenzioso e riesce a riprodurre tutto ciò che deve senza esitazioni. Inoltre essendo dotato di scheda di rete wireless è collegato alla rete e, pertanto, riesco a riprodurre in streaming contenuti presenti sugli altri computer della casa senza che sia necessario masterizzarli.

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  • Pulizie di Gennaio

    Con l'arrivo del nuovo anno ho deciso di costruire qualcosa che desideravo da diverso tempo: un Home Theater PC. Si tratta essenzialmente un computer dedicato esclusivamente alla riproduzione di contenuti multimediali. Ci sarà modo di approfondire l'argomento nella prossima puntata. Quello che voglio raccontarvi oggi è ciò che ha comportato l'arrivo di questo HTPC.

    Dovete sapere che camera mia è sempre stata nel caos per diverse ragioni. La prima è che non sono una persona molto ordinata. In realtà ritengo che il disordine da me generato rappresenti un mio ordine interno ed infatti, paradossalmente, quando tutto è in disordine riesco a ritrovare ciò che cerco, mentre quando qualcuno mette in ordine le mie cose, non trovo mai niente. Del resto penso che questo sia molto comune. La seconda ragione è che per anni ho acquistato riviste informatiche e dedicate ai videogames, riviste che non ho mai voluto cestinare e che pertanto da tempo rappresentano un elemento fondamentale dell'arredamento di camera mia. Inoltre avendo scritto recensioni per Hardware Upgrade dal 2003 al 2006, avevo in camera mia tutto l'occorrente (essenzialmente un secondo computer) dedicato ai test di schede video, schede audio, etc, oltre ad una miriade di pacchi e scatole, tale da fare invidia a qualche magazzino di un corriere di spedizione. Quest'ultima motivazione, tuttavia, da quando ho finito l'università ed ho iniziato a lavorare, non esiste più e nonostante tutto non ho mai messo realmente in ordine il tutto.

    A questo punto qualcuno si potrebbe chiedere cosa c'entra l'HTPC con il caos di camera mia. La risposta è che ho colto l'occasione di far posto all'HTPC per rivoluzionare completamente camera mia. In particolare ho buttato tutto ciò che era legato alle recensioni (vecchi pacchi ormai vuoti e case inutilizzati ed inutilizzabili) e tutte le riviste. Dopo aver spostato queste ultime nell'ingresso della mia casa, pronte ad essere riciclate, mi sono  reso conto dell'importanza che hanno avuto nella mia vita. Ci sono tante cose che non avrei fatto se non avessi comprato e letto tutte quelle riviste. La mia voglia di divulgare il sapere informatico, così come la piccola carriera giornalistica che ne ha conseguito, è totalmente dovuta alla lettura di quelle riviste e, in particolare, di PC Professionale. Non scorderò mai il primo numero che comprai nel 1994, ad 11 anni, dove lessi una comparativa di oltre 30 schede video. L'argomento trattato mi piacque mi appassionò a tal punto da spingermi a scrivere recensioni. In generale quelle riviste rappresentano lo sfogo della mia passione per l'informatica, per i videogames e per la tecnologia in generale e se oggi sono un dottore in Informatica, lo devo in gran parte a questo trascorso.

    La vista di tutte quelle riviste destinate al macero ha suscitato in me un'altra considerazione: se ho potuto comprarle ed ho potuto coltivare la mia passione informatica lo devo essenzialmente all'appoggio dei miei genitori. So che mia madre oggi sarebbe molto felice di vedere la mia camera pulita, ma nonostante tutto, sia lei che mio padre, non hanno mai ostacolato i miei interessi e questo, a mio avviso, significa che hanno raggiunto nella loro vita un traguardo formidabile: aver dato ai propri figli la libertà di esprimere le loro passioni. Spero che in futuro anche io possa avere la fortuna e le risorse per raggiungere questo traguardo.

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