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Archives / 2008
  • Dicembre e Novembre... che mesi!

    E' ormai più di un mese che non aggiorno questo blog. Probabilmente il tutto è dovuto all'entità degli eventi che hanno caratterizzato Novembre e Dicembre.

    Innanzitutto ho cambiato nuovamente lavoro. Lo so, non è la prima volta che annuncio un nuovo datore di lavoro: negli ultimi due anni, cioè essenzialmente da quando lavoro, questa è la terza azienda che ho lasciato.

    Non mi dilungherò più di tanto nel raccontare le motivazioni che mi hanno spinto ad intraprendere una scelta simile e pertanto mi limiterò a dire che in un mercato del lavoro spietato quale è quello in cui ci troviamo oggi, ricevere un'offerta di lavoro migliore nelle condizioni contrattuali e/o nella posizione che si ricopre è motivo sufficiente per percorrere una nuova strada. A maggior ragione se l'azienda in cui ti trovi non dimostra particolare attenzione alle esigenze contrattuali, alle ambizioni ed alle prospettive dei singoli lavoratori.

    Nelle prossime puntate vi racconterò qualcosa in più della mia nuova esperienza lavorativa. Nel frattempo colgo questa occasione per salutare i miei ormai ex colleghi di Cezanne: Maurizio, Salvatore, Giuseppe, Luigi e Grazia. In particolare posso dire che è stato un onore per me conoscere Maurizio, mio team leader, una persona che, nonostante la sua non giovanissima età, possiede ancora una esplosiva passione per la programmazione informatica e che mi ha insegnato cosa significa programmare con metodo, disciplina ed eleganza. Farò indubbiamente tesoro di tutto ciò che ho appreso grazie a lui e chissà che nel futuro le nostre strade non si reincontrino. Un grande saluto anche a Salvatore, alias Pazza, il programmatore più simpatico e solare che abbia mai conosciuto, a cui devo l'allegria che ha trasmesso a tutti noi durante le varie sessioni di test e debug. Naturalmente non posso non menzionare il grande Giuseppe, un programmatore di enorme competenza e serietà, ed i compagni di ventura/sventura/gazzosa pomeridiana/pranzo Luigi e Grazia, senza i quali le giornate lavorative sarebbe trascorse molto più lentamente.

     

    Cambiamo completamente argomento. Il 9 Dicembre ho raggiunto un importante traguardo: io e la mia dolcissima Teresa abbiamo festeggiato i 5 anni in cui stiamo insieme. L'aspetto più bello del nostro rapporto e che, contrariamente a quanto accade di solito, la crescita è stata esponenziale e non logaritmica. Lo so, facendo un accostamento simile ho dimostrato di essere proprio un informatico, ma tutto sommato è un fatto positivo perché significa che il nostro rapporto non è esploso e non si è consumato tutto all'inizio. Al contrario è stato un crescendo di emozioni e sentimenti ed oggi è all'apice. Speriamo che continui cosi 

    Bene, auguro a tutti coloro che leggono questo blog un buon Natale ed un felice anno nuovo. Per me si tratterà sicuramente di un anno ricco di sfide che non vedo l'ora di accogliere e vincere.

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  • IPhone 3G: ben oltre il glamour

    Oggi dedico questo post ad un'attività che ho svolto in passato più volte e a me molto cara: una recensione. In particolare farò un piccolo articolo dedicato al nuovo IPhone 3G di Apple. 

    Se dico Apple e, in particolare, IPhone, i detrattori più accaniti partono immediatamente con una sfilza infinita di luoghi comuni: è per fighettini, ti fanno pagare la moda, è bello solo per l'estetica, ecc... In generale il concetto solitamente associato ai prodotti Apple è che puntano su aspetti superficiali come, ad esempio, un'estetica accattivante ed animazioni fluide, per far pagare molto più del dovuto un qualcosa che, in termini di funzionalità pure, costerebbe molto meno se preso di altra marca. Molta di questa fama è dovuta essenzialmente all'IPod, un riproduttore multimediale che è diventato un cult nel tempo e che ha di fatto rilanciato l'immagine di Apple come azienda produttrice di prodotti consumer, scrollandosi di dosso l'idea costruita negli anni che i prodotti Apple, essenzialmente i computer Mac, fossero dedicati solo ad un mercato di nicchia, quale quello dei professionisti nella grafica. 

    Telefonicamente parlando l'IPhone 3G è un terminale WiFi/HSDPA/UMTS/Edge/TriBand, in grado di sfruttare, quindi, qualsiasi rete telefonica disponibile. Automaticamente viene selezionata la connessione più rapida disponibile, ma è sempre possibile decidere di disattivare la parte 3G nel caso in cui si volesse preservare la batteria. Questo perché tale protocollo richiede hardware più potente che consuma di più.

    L'IPhone 3G

    L'IPhone 3G è quasi totalmente touchscreen: escludendo le funzionalità di accensione/standby/riavvio, di aumento/decremento del volume e di abilitazione della vibrazione, tutte le restanti operazioni si avvalgono dell'ampio display touchscreen da 3,5 pollici, 320x480 di risoluzione e 16 milioni di colori. Confrontando questi dati con la concorrenza, essenzialmente rappresentata dagli smartphone HTC Touch Diamond e Samsung Omnia i900, osserviamo come l'IPhone 3G quello con il display più ampio ed è l'unico a visualizzare 16 milioni di colori. Gli altri due competitors si fermano a 262.144 colori, che a prima vista potrebbero sembrare più che sufficienti, ma che mostrano tutti i loro limiti con fastidiose bande di colore durante la visualizzazione di fotografie o video. L'HTC Touch Diamond ha il vantaggio di possedere un display con risoluzione VGA (640x480), tuttavia tale vantaggio si perde considerando la scarsa utilità di una risoluzione simile su un display di appena 2,8 pollici. Il Samsung Omnia i900, invece, ha un display più simile nelle dimensioni rispetto all'IPhone 3G, con i suoi 3,2 pollici, ma la risoluzione è la più penalizzata del lotto: 240x400.

    Un pregio di cui pochi dispositivi mobile possono vantarsi (e tra questi non ci sono né l'HTC Touch Diamond, né il Samsung Omnia i900) è l'imponente dotazione di sensori che ha l'IPhone 3G di Apple. L'IPhone 3G è dotato di un sensore di luminosità, un sensore di prossimità ed un accelerometro (quest'ultimo di fabbricazione italiana tra l'altro). Il primo consente di regolare automaticamente l'intensità del display a seconda della luminosità dell'ambiente circostante: più scuro quando la luce è poca, più acceso in caso di un ambiente molto luminoso. In questo modo la visibilità del display è preservata sia quando c'è una luce diretta molto forte, dove è necessario contrastare la luminosità esterna per assicurare una buona visibilità, sia al buio, dove un display troppo luminoso potrebbe affaticare gli occhi. Il secondo sensore garantisce una ottimale gestione della batteria disattivando il display durante una telefonata quando il telefono è appoggiato all'orecchio. Infine il terzo, grazie al rilevamento dell'inclinazione e del movimento del telefono, dà accesso ad una serie infinita di possibilità d'uso e tantissime applicazioni anche di terze parti se ne avvalgono.

    Una fondamentale caratteristica dell'IPhone 3G che lo contraddistingue da qualsiasi altro PDA/smartphone del momento è il suo sistema operativo. La versione mobile di Mac OS è stata, infatti, specificatamente studiata e progettata da Apple per questo dispositivo, il che offre un livello di integrazione hardware/software sconosciuto a qualsiasi altro dispositivo mobile. In particolare il Mac OS mobile è stato pensato per sfruttare appieno le dimensioni del display e tutti i suoi sensori. Grazie all'accelerometro alcune applicazioni come ad esempio il browser Safari per la navigazione in internet, l'applicazione Immagini per visualizzare le fotografie o l'applicazione IPod per vedere filmati, passano automaticamente alla visualizzazione widescreen semplicemente inclinando l'IPhone 3G in posizione orizzontale. La stessa gestione del display che sfrutta il sensore di prossimità è frutto di un elevato grado di integrazione hardware e software.

    Come non citare, inoltre, l'eccezionale livello di usabilità ed immediatezza dell'interfaccia grafica. Apple, come vuole la sua tradizione, ha puntato molto su questo aspetto. Tuttavia contrariamente ad altri casi in cui tale aspetto può essere relegato in secondo piano, come ad esempio per i personal computer, quando si parla di un dispositivo portatile la fruibilità riveste un'importanza vitale. Innanzitutto l'IPhone 3G ha un display touchscreen dalla sensibilità superlativa, caratteristica dalla quale derivano tutta una serie di scelte. Rispetto a tutti i dispositivi mobile basati su OS Windows Mobile 6.1, come gli stessi HTC Touch Diamond e Samsung Omnia i900, è stato completamente eliminato l'uso del pennino che, infatti, non è fornito. Tutta l'interfaccia è stata disegnata a misura di dito: è possibile scrollare una qualsiasi pagina web/rubrica/documento/ecc... semplicemente sfogliandola con un dito; è possibile zoomare un dettaglio di una fotografica, un documento o una pagina web avvicinando/allontanando due dita (grazie alla tecnologia multitouch). Il tutto senza alcuna attenzione particolare per il movimento da effettuare o per la pressione da applicare sul display. La tastiera virtuale, i pulsanti e le icone sono studiati per poter essere selezionati con un dito senza aver paura di sbagliare selezionando uno di quelli circostanti. Questa caratteristica va ben oltre il glamour, l'estetica o la superficialità, ma è il cuore pulsante del dispositivo perché è direttamente collegato con il suo utilizzo quotidiano. Dopo aver sfogliato un documento o navigato in internet con l'IPhone 3G, tornare a scrollare le finestre andando con un pennino sulla scroll bar di Windows Mobile risulterà essere semplicemente ridicolo. Alcuni produttori di palmari con Windows Mobile hanno tentato di sopperire a tale deficienza con gestori custom dell'interfaccia grafica, ma sarà solo con Windows Mobile 7 che sarà possibile ottenere nativamente un analogo livello di usabilità.

    Per prevenire problemi legati alla sicurezza che inevitabilmente salteranno fuori con il diffondersi di questi dispositivi portatili, Apple ha dettato rigide direttive per lo sviluppo di applicazioni di terze parti. L'OS dell'IPhone 3G, infatti, esegue tutte le applicazioni in una sandbox, impedendo quindi di accedere indiscriminatamente a qualunque punto dei file system.

    Le componenti dell'IPhone 3G

    Infine un piccolo excursus lato hardware dell'IPhone 3G. Il cellulare della mela è basato su un processore con architettura ARM11 prodotto da Samsung e progettato in collaborazione con la stessa Apple. Si tratta quindi un processore che non si trova su altri dispositivi portatili. Tra le sue peculiarità ritroviamo 128 MB di memoria integrata on-package del chip ed un acceleratore 3D in hardware PowerVR MBX Lite. E' grazie a quest'ultimo che si ottiene una gestione fluida non solo dell'interfaccia grafica vettoriale, ma anche della grafica 3D, sfruttata da moltissime applicazioni: a partire da Google Earth per IPhone 3G, per arrivare a svariati videogames.

    Le dimensioni dell'IPhone 3G sono pari a 115,5x62,1x12,3 mm (AxLxP), leggermente superiori a quelli della concorrenza e dovute ovviamente al display di dimensioni più grandi. La qualità costruttiva è maniacale: la percezione al tatto è di un oggetto estremamente solido e, del resto, le sue plastiche sono costruite con un particolare polimero di qualità elevatissima. Maneggiandolo non si sentono mai scricchiolii ed ogni alloggiamento, connettore o jack è perfettamente integrato nelle forme arrotondate del case.

    La dotazione di memoria è pari a 8 GB o 16 GB, non espandibile. Analogamente al HTC Touch Diamond, che ha soli 4 GB di memoria, non esiste un alloggiamento SD per l'espansione della memoria. Questa caratteristica riprende la cultura di Apple nella costruzione dei dispositivi: l'espandibilità è sacrificata in favore del minor numero possibile di alloggiamenti e, conseguentemente, del minor numero possibile di punti di cedimento del case. Recentemente in favore di questo approccio Apple ha deciso per i suoi MacBook di utilizzare case costruiti interamente in alluminio a partire da un blocco unico: niente giunture, niente scricchiolii, massima solidità.

    Quelli raccontati fino ad ora rappresentano a mio modo di vedere i vantaggi principali legati all'IPhone 3G. Chiaramente esistono anche aspetti negativi. L'IPhone 3G non è dotato, per ragioni di design, di una telecamera frontale e, pertanto, non consente di effettuare videochiamate. Al momento, attuale, inoltre, non sono supportati gli MMS. Apple ha sempre giustificato tale mancanza con la scarsissima diffusione che ha ottenuto questo tipo di formato (probabilmente anche dovuto alla più bassa immediatezza rispetto ai classici SMS), puntando piuttosto alla diffusione della cultura della connessione internet sempre disponibile. IPhone 3G consente di inviare e ricevere email e, grazie alle innumerevoli applicazioni gratuite disponibili su Apple Store, di essere sempre in contatto attraverso l'instant messaging (MSN, ICQ, Skype, Yahoo, ecc...) ed il social networking (ad esempio Facebook).

    Chiaramente queste funzionalità possono essere utilizzate se è disponibile una connessione dati ed è questo un altro aspetto a cui porre molta attenzione: acquistare un IPhone 3G senza alcuna connessione dati è, a mio avviso, molto riduttivo. Tutte le applicazioni legate alla navigazione in internet, navigazione con GPS (basata su Google Maps), email, instant messaging, social network e quant'altro vengono completamente compromesse. Considerando che l'IPhone 3G non è un telefono cool, ma è un dispositivo portatile che dà accesso a tutte le potenzialità di internet in maniera semplice ed immediata, ne deriva che senza una connessione dati diventa poco più di un costoso telefono cellulare con IPod integrato. Prima del suo acquisto bisogna quindi decidere se intraprendere o meno la strada della connessione internet always on, il che non è solo una questione di costi (perché esistono interessanti tariffe da 2 GB di traffico mensile a 10 euro al mese), ma anche filosofica: ad oggi potrebbe sembrare poco utile avere a disposizione la rete ovunque, ma l'appetito vien mangiando e vi ricordo che la stessa internet ai suoi albori non era considerata immediatamente utile ai più.

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  • Il mio primo GP

    Lo scorso weekend per la prima volta nella mia vita ho assistito dal vivo ad un GP di Formula 1. Nonostante, infatti, mi ritenga un grande appassionato di questo sport, pur essendomi ripromesso più volte di andare a vedere un GP di persona, per svariate ragioni non ci sono più andato.

    Quest'anno, tuttavia, dopo numerosi dibattiti e discussioni, sono riuscito a convincere Nicola ad andare insieme a Monza. L'occasione tra l'altro ci ha permesso di rivedere e passare un po di tempo con il mio grandissimo amico Rosario, a Milano da oltre un anno per partecipare ad un master.

    Coloro tra voi che hanno visto la gara avranno sicuramente notato un piccolo particolare: pioveva!

    Il fatto in sé non ha rappresentato per noi una grande sorpresa visto che le previsioni meteo ci avevano messo in guardia. Ciò che, tuttavia, non sapevamo è che l'autodromo di Monza si trova immerso in un bellissimo e grandissimo parco e che per raggiungere la nostra tribuna avremmo dovuto camminare nel fango . Vi lascio, quindi, immaginare lo stato delle nostre scarpe al rientro in albergo.

    La gara è stata assolutamente fantastica ed entusiasmante: i sorpassi e le toccate tra le auto non sono mancate. Abbiamo inoltre avuto il privilegio di assistere alla prima vittoria di Vettel, un giovane pilota tedesco da molti considerato l'erede di Schumacher. Chissà se in futuro questo ragazzo diventerà campione del mondo, magari in Ferrari. Se quel giorno arriverà, noi potremmo dire di aver visto il momento in cui tutto è cominciato 

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  • Le mie vacanze estive 2008

    Dopo l'interessante vacanza a sfondo culturale del 2007 passata in Toscana, eccomi qua oggi a raccontarvi della mia vacanza estiva 2008 con meta Croazia.

    L'idea di una vacanza in Croazia è venuta all'amico Nicola che, complice il motivo di voler provare l'esperienza dell'uscita in camper, mi ha proposto questa meta e modalità. Ci sono un paio di primizie relative a questa vacanza: si tratta della prima volta che io e la mia ragazza andiamo insieme all'estero ed è anche la prima volta che trascorriamo una settimana con un'altra coppia. Se poi la coppia è "Nicola-Anna", allora capite bene che il tutto diventa pericoloso

    Il viaggio è stata un'esperienza abbastanza traumatizzante considerando che è stato effettuato via "passaggio ponte" sul traghetto, il che, per chi non lo sapesse, significa dormire per terra dove capita. Da sottolineare che tale modalità non è stata da me voluta, ma subita, a causa del fatto che non ho organizzato io il tutto: in futuro dovrò ricordarmi di essere più invadente. Tutto sommato, volendoci proprio vedere un lato positivo, diciamo che è stata comunque un'esperienza, da non ripetere, ma pur sempre un'esperienza di vita.

    Abbiamo trascorso 8 giorni in Croazia visitando buona parte della Dalmazia, partendo da Dubrovnik, fin sopra a Spalato. Da quello che ho potuto vedere la Croazia è un paese fortemente basato sul turismo. Abbiamo trovato città e paesi organizzati e concentrati con l'unico scopo di accogliere i turisti: zone antiche ben ristrutturate ed illuminate, ampia disponibilità di alberghi e camere, numerosi negozi che vendono gadget di ogni tipo e tanti ristoranti e pub. Questi sono gli aspetti dei quali siamo restati maggiormente colpiti.

     

    Diverse, tuttavia, sono state anche le perplessità e le delusioni. Innanzitutto trattandosi di una località a vocazione turistica non ci si potevano aspettare prezzi particolarmente bassi ed infatti andare ad un pub o ristorante non era assolutamente più economico, rispetto a quanto si può trovare in Italia. Inoltre uscendo la sera a cena la nostra ricerca di piatti tipici del luogo è stata per lo più delusa: si mangia prevalentemente pesce, cucinato in maniera molto simile a quanto si può trovare in Italia. Insomma niente di paragonabile rispetto alle particolarità che si possono trovare in altre nazioni, come la Grecia ad esempio. Infine una delusione è arrivata anche dal mare. Probabilmente le aspettative in questa direzione erano sproporzionate, tuttavia possiamo tranquillamente affermare che, benché non mancassero paesaggi mozzafiato con scogliere a strapiombo sul mare complete di isolotti sullo sfondo, la nostra (mia e della mia ragazza) preferenza in termini di acqua cristallina, va ancora al mare del più vicino Salento pugliese.

    Nel complesso è stato comunque piacevole visitare un nuovo paese. Con l'immagine di questo bellissimo tramonto vi lascio. Alla prossima!

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  • La mia ultima esperienza videoludica

    Chi mi conosce sa bene che i videogames rappresentano una fetta importante del mio svago. Del resto a loro devo la mia passione per la programmazione, per l'hardware e, più in generale, per l'informatica. Ho iniziato con un Commondore 64 come tanti, ma non mi sono mai fermato al semplice "giocare": ho sempre voluto imparare come i programmatori davano vita ad applicazioni così affascinanti e, almeno in parte, posso dire di averlo fatto.

    Mass Effect

    Il titolo che vi presento oggi e che ho recentemente completato è Mass Effect. Questo interessante action RPG riprende molti aspetti di un altro gioco a me molto caro, KOTOR, con il quale condivide sia la logica della crescita del personaggio, che, per buona parte, il sistema di combattimento.

    La trama è abbastanza interessante: siete il comandante di una sorta di organizzazione delle nazioni unite, a livello intergalattico però, e dovete combattere la crescente minaccia di una specie aliena composta da macchine senzienti e capitanata da un membro delle unità speciali SPECTRE che spera così di salvarsi dal loro attacco. Non voglio rovinare la sorpresa ai più, ma risulterà abbastanza evidente che queste macchine sono ben più di una minaccia: sono alla base della maggioranza delle scoperte tecnologiche fatte dall'uomo e da tutte le altre razze organiche dell'universo, scoperte che loro hanno volontariamente reso disponibili.

    Era da diversi mesi che non mi facevo coinvolgere da un gioco. Del resto il tempo libero diventa una risorsa sempre più rara, che bisogna sapersi conquistare. Il mio giudizio complessivo su Mass Effect è molto positivo: graficamente appagante, la storia principale si snoda in modo avvincente e nel finale si rimane appagati. Unico appunto: le missioni secondarie, tipiche di questa tipologia di gioco, non sono altrettanto curate e risultano essere per lo più ripetitive, specie nelle ambientazioni. Affrontatele, quindi, solo per acquisire punti di esperienza e migliorare le vostre caratteristiche ed il vostro equipaggiamento.

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  • Nuovo step evolutivo

    Oggi vi presento un ulteriore step evolutivo del mio fantastico blog. Come potete osservare sulla colonna di destra ho aggiunto un sommario di tutti i miei interventi nel blog ed ho, conseguentemente, ridotto agli ultimi tre post la visualizzazione in home page. Precedentemente quest'ultima visualizzava tutti i miei interventi il che, a lungo andare, l'ha portata ad essere un po troppo pesante, per lo più a causa delle immagini.

    Un'altra novità è rappresentata dall'introduzione di un editor di testo per i commenti. Su consiglio di Nicola la mia scelta è ricaduta su un certo FCKeditor. Non avete più scuse quindi per non scrivere un bel commentino: adesso potete fare qualcosa in più del semplice testo, come ad esempio usare il grassetto/corsivo/sottolineato, fare elenchi, usare le faccine oppure postare qualche link. In realtà attraverso questo editor avrei potuto permettervi ben altro, ma è chiaro che ho rilasciato solo le funzionalità utili allo scopo di lasciare un commento.

    Il tutto è stato testato sotto Internet Explorer 7, Firefox 3, Opera 8.5 e Safari 3.1.

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  • E venne il giorno

    Questa volta il titolo del blog non nasconde doppi sensi, ma fa riferimento solo ed esclusivamente al titolo dell'ultimo film che il mio fido amico Luca mi ha consigliato.

    Ammetto di essere andato a vederlo con un certo scetticismo non tanto per il regista che è l'autore di interessanti film come Il Sesto Senso, Signs ed Unbreakable, piuttosto per il cast che, contrariamente ai film appena citati, ha nomi di più basso rilievo.

    Dopo aver visto il film posso tranquillamente affermare che il mio fiuto aveva fatto bene a mettermi in guardia. Posso chiudere un'occhio sulla trama dal dubbio interesse e sulla regia che tutto sommato fa il suo lavoro, ma anche è impossibile non accorgersi di un grandissimo problema di cast. I dialoghi, la recitazione ed il doppiaggio sono estremamente scadenti.

    Ricordo alcuni momenti salienti: durante una delle tante fughe tra la vita e la morte, la protagonista dice che la bambina ha bisogno di riposare!!! Cioè loro stanno per morire e quella vuole trovare un posto per far dormire la bambina. Io onestamente in una situazione simile avrei inflitto il sonno eterno sia a lei, che alla bambina. Un'altra interessante situazione è quando un tizio viene ucciso ed il protagonista si avvicina al cadavere, lo prende, e gli dice "finirà questo incubo". Giustamente Luca interviene dicendo "sai a lui quanto interessa ormai", scatenando una grassa risata in tutte le persone a noi circostanti. Inoltre l'espressività di tutti gli attori è praticamente nulla sia dal punto di vista della voce, che visivo.

    Morale della favola, se stavate pensando di andare a vedere quel film o, più in generale, se pensate di andare a vedere un film che vi consiglia Luca, cambiate idea!

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  • Piccolo aggiornamento

    Anche se non ho ancora elaborato una nuova veste stilistica, ho comunque aggiornato il sito apportando una serie di migliorie.

    Innanzitutto ho messo a posto lo stile CSS e una serie di scripts con l'obiettivo di ottenere la massima compatibilità possibile con i browser più diffusi. Si tratta di un'operazione piuttosto noiosa perché ogni browser interpreta le cose a modo suo e scovare queste diversità non è il massimo per un programmatore. Sono comunque riuscito ad ottenere un risultato più che discreto con Internet Explorer 6.0/7.0, Firefox 2.x/3.0 e Safari.

    Ho aggiunto anche un pizzico di AJAX.NET nella gestione dei commenti. Potete notare adesso come i pannelli che mostrano i commenti si aprono/chiudono fluidamente e, inserendo un nuovo commento, non verrà effettuato il post-back, ma l'aggiornamento avviene in maniera asincrona.

    Quindi adesso possiamo dire che il mio sito è Web 2.0!!! Chiaramente sono ironico. Chi mi conosce sa che vado poco dietro a queste medaglie, anche se ultimamente pare che vada di moda questa roba.

    Le mie prossime energie verranno impiegate nell'inserire una galleria fotografica.

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  • Vifani's upgrade

    In questo periodo sto approfondendo un po alcune tematiche legate a AJAX.NET per, successivamente, provvedere ad aggiornare questo mio blog.

    Come qualcuno che mi segue da un po di tempo ricorderà, l'attuale versione del blog non è altro che una banale conversione in ASP.NET di un mio precedente sito scritto in PHP. La conversione fatta è puramente sintattica e poco e niente delle capacità della piattaforma web Microsoft è stato sfruttato.

    Una revisione tecnica e stilistica è, pertanto, in fase di analisi. Non è mia intenzione cimentarmi nell'uso di Flash, Flex o Silverlight. Del resto la mia vocazione informatica è sempre stata più di natura tecnica, che non artistica. Tuttavia ho intenzione di introdurre alcune piccole animazioni che è possibile realizzare con grande semplicità usando AJAX.NET, al fine di rendere una serie di operazioni più fluide e visivamente appaganti. Niente di eccessivamente appariscente, quindi, anche perché non è nel mio stile produrre effetti martellanti e pacchiani, se non altro per evitare di causare un attacco epilettico ai miei lettori.

    In attesa di effettuare questo upgrade, ho aggiornato la sezione curriculum del sito con le novità legate alla mia carriera professionale.

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  • 14 Aprile 2008: ancora una volta si cambia

    In un periodo come quello durante il quale sto scrivendo oggi, il titolo del blog potrebbe sembrare essere riferito alla situazione politica del nostro Paese. Molte sono le parole che si potrebbero spendere in proposito, ma sfortunatamente per chi non vede l'ora di addentrarsi in un sanguinolento confronto politico, il mio blog è oggi riferito a me stesso e non all'Italia.

    Probabilmente qualcuno dei pochi che leggono questo blog conosce già a cosa mi riferisco: cambio lavoro.

    Non è la prima volta che faccio un simile passo. Già in passato, per la precisione 9 mesi fa, presi la stessa decisione abbandonando la via del consulente informatico. Qualcuno potrebbe pensare che da quando ho iniziato la mia esperienza professionale stia spiccando in me una sorta di fugacità lavorativa, cioè la volontà di cambiare spesso il mio lavoro. In realtà mi permetto di affermare che non sono io ad essere "voglioso di cambiare", ma è il mercato del lavoro stesso che impone un comportamento simile se si ha voglia di progredire velocemente in termini contrattuali e professionali.

    Mi sono reso conto, infatti, che, almeno nella nostra generazione, sarà molto difficile che un impiegato inizi un lavoro e permanga nella stessa azienda per 30-40 anni come hanno fatto i nostri padri e nonni. La liberalizzazione del mercato del lavoro e la sua globalizzazione, l'introduzione dei contratti flessibili (o precari che dir si voglia), porta a mio avviso ad un comportamento in cui io stesso mi riconosco: la continua ricerca di una posizione professionale e contrattuale migliorativa. Non che questo non possa accadere anche a persone che hanno un contratto a tempo indeterminato, ma ritengo che dal punto di vista psicologico queste ultime siano meno spinte e motivate nel cercare qualcosa di meglio, anche perché cambiare lavoro comporta molti aspetti impegnativi: rimettersi in discussione, riguadagnarsi la fiducia e la stima dei propri superiori, ritrovarsi in un ambiente nuovo, colleghi diversi, ecc...

    A tutto questo aggiungo alcuni personalissimi fattori umani: la mia ambizione e determinazione e la mia volontà di ricercare sfide nuove e di conoscere le tecnologie informatiche all'avanguardia.

    Non è stata una scelta facile: l'11 Aprile lascio un gruppo di lavoro eccezionale dal quale ho imparato moltissimo e nel quale ho sempre trovato un ambiente di lavoro sereno e divertente. Nella speranza di ritrovarmi in un contesto altrettanto piacevole, inizio questa mia nuova avventura.

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  • Upgrade alla mia 147

    Anche se dall'ultimo mio intervento sul blog moltissime esperienze hanno attraversato la mia esistenza, ho deciso oggi di puntare su un argomento leggero, rimandando alla prossima occasione il racconto dei ben più seriosi fatti accaduti.

    Eccomi, quindi, pronto a raccontarvi un'altra mia piccola gioia e, come spesso accade quando si tratta di gioie nella mia vita, devo ringraziare la mia piccola e dolce Terry perché ciò sia accaduto.

    Dovete sapere, infatti, che il 18° giorno di questo mese è il mio compleanno e per questa occasione la mia Terry ha deciso di regalarmi un piccolo upgrade alla mia Alfa Romeo 147: sensori di parcheggio e fari allo xeno.

    La prima scelta è dovuta alla necessità di ovviare ad una caratteristica della mia auto che, avendo il lunotto posteriore piccolo e piuttosto alto, ha una visibilità al posteriore piuttosto scarsa, soprattutto in fase di parcheggio. Avevo già visto i sensori all'opera sulla Laguna di mio padre e pertanto prima di prendere questa decisione avevo saggiato la loro validità.

    I secondi ai più potranno sembrare un fatto puramente estetico, ma chi mi conosce sa bene che non baso mai le mie scelte su fattori di questo tipo. L'essere "cool" non ha mai fatto parte del mio modo d'essere e in tal caso, quindi, consideriamolo semplicemente come un piacevole effetto collaterale. Le vere motivazioni che mi hanno spinto a scegliere i fari allo xeno sono due: il basso costo alla quale la mia ragazza li ha trovati (ricordate? il padre ha una concessionaria Peugeot) e l'ottimo incremento di visibilità che comportano, provare per credere.

    Una curiosità: i fari allo xeno hanno una luce dalla gradazione di colore più bianca e fredda rispetto alle lampadine ad incandescenza. Nelle due foto che ho pubblicato notate come a seconda dell'esposizione dell'obiettivo della macchina fotografica si ottiene un effetto bianco o azzurrastro.

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