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Cosa penso dell'iPhone 5

Amici, parenti, colleghi, tutti mi fanno questa domanda e allora ho pensato: dedico a questa risposta un post nel mio blog in maniera da rendere pubblica la mia posizione sull'iPhone 5.

Cominciamo subito col dire che chi si aspettava qualcosa di completamente o significativamente diverso rimarrà deluso dall'iPhone 5, ma questo di fatto vale per qualsiasi nuovo iPhone che è stato presentato a partire dal 3G. Insomma, parliamoci chiaramente: che Apple decida di punto in bianco di modificare radicamente come è iOS e, conseguentemente, il layout dei propri dispositivi è e risulterà anche in futuro ampiamente improbabile. Il motivo è presto detto ed è legato alla retrocompatibilità da mantenere nei confronti di un ecosistema hardware e software con uno store che conta più di 600.000 applicazioni. Esiste un fattore poi legato alla riconoscibilità dell'iPhone, sia dal punto di vista estetico, che della user interface, che ha dimostrato di funzionare molto bene e che non verrà stravolto solo perché chi ha avuto i precedenti iPhone pretende qualcosa di radicamente nuovo.

Quello che voglio fare, quindi, è analizzare ciò che è cambiato in iPhone 5, non con gli occhi di chi ha avuto alcuni dei modelli precedenti e che quindi a seguito di una prima sbrigativa occhiata emette la fatidica frase "è uguale al precedente", ma con l'oggettività che una valutazione del genere merita. Se si esegue un'analisi del genere è impossibile non rendersi conto che l'iPhone 5 ha praticamente tutto di diverso rispetto ai precedenti. Analizziamo i punti nel dettaglio.

Processore (o SoC)

Questo è uno degli aspetti più interessanti che meritano di essere sviscerati. L'iPhone 5 introduce un nuovo processore denominato A6 che sorprende da svariati punti di vista. Molti si aspettavano un processore quadcore, pensando che la scelta più logica in questo settore sarebbe stata quella di rincorrere la concorrenza rappresentata da dispositivi Android dotati di processori quadcore (come il Tegra 3  di NVIDIA o l'Exynos di Samsung) o di introdurre un processore dual core, con core di tipo ARM A15, una nuova famiglia di core concessi in licenza da ARM e particolarmente efficienti.

Apple, tuttavia, ha spiazzato tutti decidendo di realizzare un processore dual core dotato di core dal design custom (nè Cortex A9, nè A15), particolarmente curato sotto il profilo dell'accesso alla memoria, identificato da Apple come uno dei maggiori colli di bottiglia. In particolare è stata ampliata l'ISA supportata dalla CPU aggiungendo le estensioni VFPv4 all'ISA ARMv7-A. Queste estensioni sono tipiche dei processori ARM A15 e garantiscono prestazioni nettamente superiori in specifici ambiti d'uso. Si tratta nel complesso di un approccio che pochi operatori del settore sono in grado di perseguire visto che, fatta salva Samsung, tutti gli altri produttori di smartphone non producono SoC in casa.

Il processore Apple A6, inoltre, è costruito con un processo produttivo a 32 nm (sviluppato da Samsung) che, rispetto ai 45 nm dell'A5 (iPhone 4S/iPad 2) e dell'A5X (New iPad), gli consente di raggiungere un duplice obiettivo: consumare meno ed essere più piccolo (95 mm2 rispetto ai 122 del A5 e 163 A5X)

Il risultato di queste innovazioni? I numeri di Anandtech parlano chiaro: il processore A6 dell'iPhone 5 è il più potente SoC attualmente disponibile per smartphone, superiore nei benchmark anche ai più raffinati quadcore concorrenti, come quello che equipaggia il famigerato Samsung Galaxy S3, uscito circa 4 mesi prima.

GPU

Sul versante GPU l'iPhone 5 introduce una configurazione del tutto inedita. Apple da sempre si è affidata ai processori grafici della famiglia PowerVR di Imagination Technologies (della quale detiene anche un bel gruzzoletto di azioni), la cui raffinata architettura Tile Based Deferred Rendering ha in più occasioni dimostrato la sua superiorità in termini di performance per watt.

L'iPhone 4S utilizza una GPU PowerVR SGX543 MP2 di tipo dual core, il che gli ha garantito per parecchio tempo le migliori prestazioni nella grafica 3D rispetto alla concorrenza. Questa è la stessa GPU utilizzata precedentemente nell'iPad 2, mentre il New iPad introdusse una GPU PowerVR SGX543 MP4 di tipo quad core. Quest'ultima scelta è stata dettata  dalla necessità di fornire un'adeguata potenza di calcolo ad un tablet che ha la più elevata risoluzione del display attualmente in circolazione (ben 2048x1536),

Con l'iPhone 5, Apple ha deciso di utilizzare la medesima GPU, ma se da un lato voleva fornire il doppio delle prestazioni, dall'altro voleva mantenere compatto il SoC e i consumi. Pertanto poiché la GPU quad core del New iPad avrebbe comportato la realizzazione di un SoC troppo grande e avido di energia per uno smartphone, Apple ha deciso di realizzare di utilizzare la GPU una GPU PowerVR SGX543 MP3 a tre core. Chiaramente un core in più non avrebbe consentito il raddoppio delle prestazioni rispetto all'iPhone 4S ed è per questo motivo che la frequenza di clock rispetto a quest'ultimo è stata incrementata.

  

Sempre Anandtech ha misurato le prestazioni di questa GPU utilizzando un GLBenchmark disponibile sia sul marketplace Android che Apple. Da notare che già l'iPhone 4S se la cavava bene da questo punto di vista, ma l'iPhone 5 fa nettamente meglio risultando essere il doppio più veloce del suo predecessore e, in generale, il più veloce in assoluto rispetto agli altri smartphone. 

Display, costruzione e dimensioni

L'incremento delle dimensioni del display dell'iPhone 5 è tra le più discusse del web. Si tratta indubbiamente di una delle caratteristiche che saltano subito all'occhio, visto che da essa è determinata buona parte delle modifiche estetiche del device. L'iPhone 5 monta un display LCD IPS (i cui produttori se non erro sono LG e Sharp) dalla risoluzione di 1136x640 pixel. I 176 pixel in più in verticale gli hanno consentito di mantenere una densita pari a 326 pixel per pollice, la stessa dell'iPhone 4/4S, nonostante il display sia passato da 3,5 a 4 pollici. La scelta di adottare questa nuova configurazione ha l'obiettivo di coniugare due esigenze: aumentare la dimensione del display così da competere meglio con gli smartphone concorrenti e conservare la compatibilità con le migliaia di app disponibili sull'Apple Store. Tutte le app studiate per i precedenti iPhone, infatti, funzioneranno perfettamente senza alcuna modifica adottando semplicemente due bande nere in alto e in basso, mentre quelle che verranno aggiornate potranno adottare i nuovi strumenti di sviluppo per iOS 6 grazie ai quali è possibile realizzare app la cui interfaccia si adatta dinamicamente alla risoluzione del display.

Il nuovo display è stato, inoltre, significativamente migliorato sotto il profilo della resa dei colori. In particolare è stato coperto al 100% lo spazio dei colori RGB, oltre ad essere migliorati i parametri relativi al rapporto di contrato ed alla luminosità. Per maggiori informazioni su questi aspetti vi invito a leggere l'analisi di Anandtech di questo display, della quale vi riporto semplicemente le conclusioni:

"Wrapping up, the iPhone 5 display is a quantum leap better than the display on the iPhone 4. Contrast levels and light output have both been increased, and color performance is astonishing. The full sRGB gamut is present here, and color errors are remarkably low even for a high end desktop display. While many were hoping for a move to OLED or some other screen innovation, this really is a huge step up that is very easy to quantify. To put this in perspective, in the past few years I've reviewed probably 30-40 different displays, from PC monitors to TVs to projectors. Not a single one, out of the box, can put up the Gretag Macbeth dE numbers that the iPhone can, and perhaps one projector (which listed for $20,000) can approach the grayscale and color accuracy out of the box"

Nel complesso Anandtech loda non solo le caratteristiche generali, ma soprattutto la maniacale cura di Apple nella regolazione dei parametri del display al fine di rendere la sua calibrazione perfetta.

Le novità, tuttavia, non finiscono qui. Il nuovo display, infatti, introduce una nuova tecnica di costruzione denominata in-cell, grazie alla quale, contrariamente a quanto è accaduto fino ad ora in cui il display ed il sensore touchscreen erano separati, queste due fondamentali componenti sono state integrate al fine di rendere questo LCD particolarmente sottile.

Diretta conseguenza delle scelte legate al display sono le dimensioni dell'iPhone 5: 123,8 x 58,6 x 7,6 mm. La larghezza è la stessa che ha caratterizzato l'iPhone 4 e 4S, mentre aumenta l'altezza da 115,2 mm a 123,8 e diminuisce lo spessore da 9,3 mm a 7,6 mm. Il nuovo processore grafico più piccolo, unito al nuovo display e ai nuovi materiali, inoltre, hanno consentito all'iPhone 5 di ridurre il suo peso dai 140 gr dell'iPhone 4S a soli 112 gr.

Il ridotto peso è anche figlio dei nuovi materiali e dalla differente costruzione dell'iPhone 5 rispetto al suo predecessore. Benché vedendolo frontalmente possa risultare simile al 4S, l'iPhone 5 in realtà è fatto in maniera radicamente differente: il suo corpo è ora in alluminio anodizzato con bordi tagliati a 45° (utilizzando un diamante!!!) e sparisce buona parte del vetro posteriore, a tutto vantaggio

Fotocamera e nuovo connettore

Questo sono i due aspetti a mio modo di vedere più deludenti. L'iPhone 5 introduce un nuovo connettore completamente digitale denominato Lightning che va a sostituire il precedente connettore a 30 pin (misti digitali e analogici) e che ha il vantaggio di essere più compatto e di poter essere inserito in entrambi i versi. Di fatto, tuttavia, questa modifica risulta essere distruttiva in termini di retrocompatibilità con tutti gli acccessori che fino ad ora sono stati prodotti per iPhone e iPod Touch. Chiaramente esiste un adattatore dal vecchio al nuovo formato, ma deve essere acquistato separamente. Insomma, niente di grave per chi userà l'iPhone 5 senza averne avuti altri, mentre sarà una rottura di scatole per i restanti.

Il sensore della fotocamera è lo stessa utilizzato dall'iPhone 4S. Si tratta in verità un ottimo sensore, che si è ben difeso nei confronti con gli altri smartphone di fascia alta fino ad ora, e al quale è stata affiancata un'ottica migliorata e un cristallo di protezione in zaffiro. Non so quanto queste migliorie portino effettivamente un miglioramento delle capacità fotografica dell'iPhone 5, ma in ogni caso sono certo che non faranno gridare al miracolo quanto le novità che sta introducendo Nokia con il suo prossimo Lumia 920 basato su Windows Phone 8.

Conclusioni

Nel complesso, con questa mia disamina, penso di aver dimostrato portando numeri, benchmark e cifre oggettive (e figlie di analisi accurate ed imparziali che chi conosce Anandtech apprezza da tempo) che l'iPhone 5 è il doppio più veloce sia per la CPU che per la GPU, più sottile, più leggero, più residente e dallo schermo più grande e con colori migliori. Insomma che l'iPhone 5 introduca nulla o poco di nuovo è palesamente falso e può essere affermato solo se lo si osserva con occhi poco critici e molto probabilmente annebbiati dall'astio nei confronti di Apple. Che poi il suo prezzo sia commisurato alle sue caratteristiche è un discorso che può essere affrontato fino ad un certo punto: quando si spende lo si fa sia analizzando gli aspetti oggettivi che, soprattutto, soggettivi. I numeri dimostrano indiscutibilmente che l'iPhone 5 è uno smartphone di fascia alta ed ha un prezzo (almeno nella versione a 16 GB) che non è molto diverso da quello degli altri suoi concorrenti di fascia alta al momento della loro commercializzazione. E' evidente che nel prezzo di un iPhone 5 si paga anche l'esclusività che da sempre il marchio Apple si porta dietro, ma questo mio articolo vuole dimostrate che si tratta di un'esclusività dovuta non solo alla componente glamour della mela morsicata, ma a mio parere soprattutto da altri fattori quali la ricerca della perfezione, la cura dei particolari (che indubbiamente contraddistinguono tutti i prodotti Apple), un ecosistema software che garantisce un parco di app di maggiore qualità e aggiornamenti costanti e continui di iOS per diversi anni, tutto alla portata di tutti, senza dover smanettare e senza dover sapere cosa è e dove reperire ROM custom o app (leggesi virus) di dubbia provenienza.

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